E-Commerce: 4 + 1 cose indispensabili.

E-COMMERCE come_fare

Crescono i siti di E-Commerce.

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Immagine contenuta nel rapporto sull’E-Commerce di Casaleggio Associati, riportato in questo articolo.

Secondo gli ultimi rapporti sul settore, linkati a piè di pagina, il business del commercio elettronico italiano vale 16,6 miliardi di euro, 2,2 miliardi in più rispetto al 2014. E la penetrazione dell’eCommerce supera il 4% del totale consumi retail.

Gli acquirenti online abituali che svolgono almeno 1 acquisto al mese sono 11,1 milioni.
Lo scontrino medio tocca quota 89 euro.

Nonostante l’Italia in questo ambito sia ancora uno dei Paesi più indietro fra quelli industrializzati, anche nel nostro Paese si prevede un’ulteriore repentina crescita degli acquisti su Internet, che si traduce in ulteriori opportunità di guadagno online per vecchi e nuovi siti.

Ma quelli che vendono online, come ci riescono?

Perché un negozio elettronico abbia chances di riuscita, ci sono delle regole base di web-marketing da osservare, che anche gli ultimi avanzati studi sull’argomento hanno dimostrato essere fondamentali. Vediamo sinteticamente quali:

1) Business Plan comprensivo di analisi del mercato e della concorrenza.

In un mercato così competitivo e dinamico, non affidatevi al “naso” per individuare le reali possibilità di successo del vostro sito. Fate una griglia di informazioni da raccogliere, sulla vostra idea imprenditoriale, sul mercato di riferimento e sulla concorrenza; più dettagliate saranno le informazioni, meglio riuscirete a pianifcare la vostra futura attività di vendita online.

2) SSL per la navigazione sicura e la protezione dei dati

I siti che acquisiscono dati dei visitatori devono provvedere per legge a proteggerli. Non vale solamente per le transazioni economiche, ma per tutte le informazioni che vengono inserite nel vostro sito quando un navigatore vi si iscrive. A questo scopo sul sito vengono installati appositi Certificati SSL, che vi garantiscono tale sicurezza.
Google peraltro ha affermato di privilegiare i siti sicuri (vedi punto 4).

3) Usabilità (& appeal)

La facilità con la quale i visitatori trovano le informazioni richieste e l’attrattiva delle stesse, immagini comprese, è uno degli aspetti basilari del vostro negozio elettronico. Impostare bene le schede prodotto è, generalmente, la maggiore preoccupazione di chi crea un sito di e-commerce, ma ci sono altre fondamentali istruzioni (dati per il pagamento, costi di spedizione, garanzie etc.) che devono essere subito reperibili, sia in ottemperanza alle norme vigenti, sia per non far uscire i potenziali clienti dal vostro sito, magari stanchi di infruttuose ricerche.

4) Visibilità (SEO ed i suoi fratelli)

E’ un aspetto che, a priori, viene considerato con scarsa attenzione dalla maggioranza dei non addetti ai lavori, erroneamente convinti di avere già concluso la maggior parte del lavoro con la creazione del sito.

Alcuni, è vero, scoprono la SEO (search engine optimizationi) ma, senza approfondire troppo, cadono preda di facili promesse stile “Primo su Google con 20 euro al mese”. Chiaramente queste promesse non possono essere mantenute. Data l’alta competitività degli inserzionisti di Google, sulla maggior parte dei prodotti e dei settori merceologici esistenti, l’attività necessaria per posizionare veramente bene un sito che abbia parole chiave molto popolari può essere imponente.

Inoltre un sito appena nato deve pagare a Google lo “scotto” della sua gioventù, visto che l’anzianità del sito è un fattore di valutazione. Quindi con un nuovo sito occorre mettere in campo attività SEO appropriate, che però daranno frutti solo dopo diversi mesi (se va bene), a meno di non essere accompagnate da una massiccia campagna AdWords sullo stesso motore.

Il sito ad ogni modo deve essere costruito secondo le regole di Google su come ottimizzare testi ed immagini affinché il motore li legga agevolmente. Ci sono moltissimi testi approfonditi sull’argomento. Se non avete alcuna conoscenza dell’argomento, potete iniziare da una sintesi.

  • Consiglio da questa parte del monitor 😉
    Siete realmente interessati a saperne di più sulle pratiche di ottimizzazione del vostro sito per i motori di ricerca? Entrate nel vostro Social Network preferito e cercate i gruppi di discussione sul tema “SEO” . Ce ne sono diversi sia su Linkedin che su Facebook e Google+. Leggete le domande altrui, ponete le vostre. Troverete informazioni e stabilirete relazioni e contatti che vi aiuteranno a crescere le vostre conoscenze ed a svolgere da soli, o con l’aiuto degli esperti conosciuti online, le attivitá SEO adeguate al vostro progetto.

Ed i Social? Si, molti utenti speranzosi, per promuovere il proprio negozio elettronico fanno affidamento sul passa-parola e sui social network. Certamente avere una pagina aziendale su Facebook o magari aprire anche un gruppo, aiuta a promuovere il sito e le sue offerte, ma solo se si riesce a rendere i vostri profili e canali social molto visitati e commentati, aiutandosi anche con campagne pubblicitarie periodiche sullo stesso Social Network.

5) Internazionalizzazione, Marketplace e “unconventional”

E’ meglio un sito di E-Commerce o una presenza su un Marketplace?

  • Che cos’e l’internazionalizzazione?

Su wikipedia è il percorso delle imprese per attestarsi  sui mercati internazionali. La generica definizione si adatta evidentemente anche al commercio elettronico rivolto a clienti stranieri. Voler vendere all’estero, infatti, è l’aspirazione di molte Pmi italiane dei settori più disparati: dall’enogastronomia, all’artigianato, ai servizi, e fatte presenti le necessarie conoscenze circa le tasse, le spedizioni e le regole di importazione dei vostri prodotti nei Paesi esteri che vi interessano, si pone la questione di come riuscire a posizionarvisi e fare affari.

I modi “tradizionali” per vendere in altri Paesi sinteticamente sono principalmente 3: dal proprio sito, da un altro sito dove poniamo la nostra offerta (singoli annunci, vetrina prodotti etc.), oppure affidandosi ad operatori dell’export che operano nei mercati internazionali attraverso contatti diretti e su piattaforme dedicate, con specifica competenza.
Con questi professionisti si possono stipulare accordi che vanno da compensi fissi per la promozione del prodotto in nuovi mercati, a percentuali sul venduto.

  • Che cos’è un Marketplace?

Amazon, in una parola. E siti simili. La scelta di aprire una vetrina su un Marketplace, piuttosto che creare un proprio sito di commercio elettronico, frequentemente è dettata da problemi di tempo e/o competenza non sufficienti a creare e gestire in proprio un sito del genere. Oppure a mancanza di budget per delegare questa attività ad esperti ed agenzie.

Va da se’ che i Marketplace non sono certo gratuiti e che bisogna calcolare sia le commissioni sulle vendite, che la fee mensile per la vetrina personalizzata, se si vuole avere anche su Amazon o E-bay una presenza adeguata.

  • Allora a chi conviene creare un proprio sito di E-Commerce?

A tutti coloro che riescono ad adempiere soddisfacentemente alle attività citate dal punto 1 al 4. E’ chiaro sarà economicamente tanto più impegnativo raggiungere i risultati sperati in visibilità e poi vendite, quanta più fretta avrete di conseguirli. Un sito giovane che opera in un settore affollato di competitors, necessita di tempo ed investimenti per emergere.

  • Integrazioni fra i vari canali.

Avere un proprio sito di commercio elettronico non esclude che in alcuni casi possa essere opportuno aiutare il posizionamento del marchio anche con una presenza della vostra offerta in un Marketplace ed altri canali di vendita più o meno conosciuti e convenzionali. Ci sono regole di mercato valide per tutti ma ogni azienda ha le sue peculiarità che necessitano di un piano mirato, come afferma Giuseppe Vargiu, un professionista del settore operativo da oltre 20 anni, a cui abbiamo chiesto di sintetizzarci la sua esperienza su E-Commerce ed Internazionalizzazione con le aziende italiane che cura insieme al suo staff.
A Giuseppe abbiamo chiesto in particolare i vantaggi ottenibili dalle piccole imprese che si cimentano nella vendita online, notoriamente svantaggiate nella penetrazione dei mercati esteri, rispetto a grandi brand e quindi sempre in cerca di strade adeguate ai loro budget contenuti.

Giuseppe Vargiu - Italy BureauIl commento di Giuseppe Vargiu – Italy Bureau.

Le piccolo aziende devono approcciare l’export online con una strategia che sfrutti il loro primo vantaggio competitivi: la flessibilità. Per fare questo, in presenza di piccoli budget, un sito di E-Commerce è solo una base di partenza.

Diversi nostri clienti arrivano da noi col un sito di vendita già online da tempo, che però non ha generato flussi di cassa interessanti. Studiando caso per caso e andando per obiettivi precisi, con loro decidiamo la strategia di integrazione migliore e prepariamo le offerte adatte a tutti i canali a nostra disposizione: dalle piattaforme proprietarie, al posizionamento adeguato sui diversi Marketplace per il BtoC, sino alle banche dati per operatori accreditati nel BtoB.

L’argomento meriterebbe un lungo approfondimento, dovendo sintetizzare aggiungo solo che l’export richiede metodo, costanza e perseveranza.

  • Canali unconventional di successo.

Sono siti e community online che si stanno affermando grazie a strategie e comportamenti cosiddetti non convenzionali, nati con “spinte dal basso”, cioè dalle richieste dirette di consumatori e produttori. Un esempio su tutti: Vinix Social Network, fondato da Filippo Ronco e dedicato al vino, all’olio ed alle eccellenze italiane in ambito enogastronomico. Gli ultimi successi conseguiti rendono Filippo comprensibilmente fiero di aver sempre creduto nelle innovazioni, non soltanto tecnologiche, ed in una condotta eticamente ed economicamente soddisfacente per chi acquista, chi produce e chi vende.

Filippo Ronco - VinixIl commento di Filippo Ronco – Vinix.it

Vinix ha una lunga storia. Dovendo sintetizzare, dico innanzittuto che siamo molto soddisfatti dei risultati di vendita diretta con un tasso di crescita nei primi 5 mesi 2016 dell’85% sullo stesso periodo dell’anno precedente.
Selezioniamo con cura i produttori del nostro catalogo sulla base di 20 anni di esperienza nel settore enogastronomico e i nostri utenti riescono a risparmiare fino al 51% (reale) rispetto alla vendita al dettaglio, grazie al nostro sistema di acquisto in cordata e alla distribuzione dal basso.

Per ottenere questi risultati investiamo costantemente nello sviluppo della piattaforma e nella produzione di contenuti di qualità per il tramite di una redazione diffusa di persone scelte e competenti nel proprio settore.

Abbiamo lavorato e lavoriamo moltissimo anche sul fronte SEO, per massimizzare il ritorno dei nostri investimenti.


come avere una vetrina di e-commerce sulla pagina facebookInfine, è sotto gli occhi di tutti l’ennesima novità lanciata da Facebook: la possibilità di avere anche su questo Social una vetrina e-commerce da aggiungere alla pagina aziendale.
Sulla reale efficacia di questo strumento ci riserviamo di scrivere quando sarà stata utilizzata, analizzata e commentata da un numero di utenti tale da poter avere un report significativo di esperienze.
Informazioni e video tutorial su come creare l’E-Commerce su Facebook. 


Fonti:


wordpress-45PS: Avete un sito WordPress e pensate di dedicarlo tutto o in parte alla vendita online?

Se avete bisogno di aiuto con plugin, tema, normative e regole base di SEO e web-marketing, siamo a vostra disposizione gratuitamente nel gruppo Supporto WordPress su Facebook.

 


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