Sempre più utenti bloccano le pubblicità sui siti. Rapporto “PageFair” 2017 sull’uso di AdBlock.


“Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo!” diceva Henry Ford, convinto sostenitore dell’advertising. Certamente lui non doveva fare i conti con AdBlock 😉

Da quando è comparso questo software, infatti, la pubblicità online deve fronteggiare le scelte degli utenti che, sempre più numerosi, lo installano su computer e smartphone per bloccare l’advertising dei pagine web.

Le perdite generate alle campagne, dalla mancata visualizzazione delle pubblicità per via di AdBlock, scatenano da anni discussioni agguerrite e diverse cause legali. Che AdBlock sinora ha vinto.

Il fenomeno è talmente rilevante per il settore del marketing digitale mondiale, che AdBlock viene inoltre inserito fra i trend globali nel rapporto di Kleiner Perkins dello scorso anno e monitorato costantemente nei rapporti di PageFair.

Le cifre di AdBlock dal rapporto di PageFair di febbraio 2017:

Diffusione virale.

Il rapporto di Fair Page evidenzia la grande rapidità con la quale si sta diffondendo in tutto il mondo l’uso di questo software, quali siano i Paesi e le fasce d’età maggiormente interessate, ma anche in quale modo gli utenti ne vengono a conoscenza.

Come mostra l’immagine a sinistra, nel 37% dei casi le fonti sono amici e conoscenti, mentre un 28% degli utenti scopre AdBlock da notizie sul web o altri media.

600 milioni (e passa) di installazioni

Lo hanno installato oltre 600 milioni di dispositivi (tra smartphone, tablet e computer fissi) (+30% rispetto all’anno precedente).

La crescita maggiore si ha sui dispositivi mobili, in cui lo hanno scaricato 380 milioni di utenti di cui 108 milioni solo nell’ultimo anno.

Vedi il rapporto in slide o scarica il PDF

A chi reca vantaggi AdBlock?

Agli utenti prima di tutto, che si difendono dalla pubblicità invasiva. Ma anche ai marketer, ai developer, ai pubblicitari ed a tutto l’ampio spettro di professionisti che si inventano contromisure ed alternative.

Le contromisure:

Basta cercare su Google “Come bloccare AdBlock e troverete subito post recenti su uno script che si chiama, appunto BlockAdBlocker e diverse grandi aziende statunitensi (quelle maggiormente danneggiate dall’uso di AdBlock) hanno deciso di penalizzare gli utenti che lo usano nei loro device, impedendo loro l’accesso a certi contenuti o servizi.

Ma se anche qualche sito è riuscito a bloccare AdBlock, la contromossa non si è fatta attendere, come riporta anche questo post su Wired e contro chi voleva forzare gli utenti a visionare la pubblicità per forza, è nato l’ANTI-ANTI-AdBlock. Una guerra senza fine!

Ma se volessimo convincere gli utenti a disattivare volontariamente questo blocco senza forzature, come potremmo fare? Lo stesso PageFair offre ai grandi brand che impegnano grandi cifre nell’adv, consulenza per realizzare campagne senza dover “temere” AdBlock.
E se non possiamo ricorrere a PageFair?

Le alternative: motivazione e gentilezza 🙂

Stupido? Non proprio. Infatti la soluzione che sinora è stata maggiormente apprezzata dagli utenti è un messaggio di cortesia che appare sul sito ed esorta l’utente a disattivare AdBlock, usando toni del genere:

Ciao, questo sito contiene qualche immagine pubblicitaria è vero, ma da lì ricaviamo le entrate che ci permettono di tenerti sempre aggiornato. Per favore, disattiva AdBlock per le nostre pagine web, grazie!

Se ti accorgi di perdere visite nononstante la gentilezza, aumenta la motivazione: offri incentivi, guide da scaricare etc. Motivando il visitatore si abbatte l’ostacolo una volta per tutte.

Se hai un sito WordPress puoi usare un plugin apposito, che configurerai con il messaggio adatto.


Ag Blocking Detector ad esempio permette anche di inserire contenuti alternativi nei vuoti lasciati dalle immagini bloccate da AdBlock.


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