Quanto è importante la velocità di un sito, come fattore SEO?


Seo e velocità del sito
Autore: Mirko Galassi
seo-padova.com
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Comprendere la relazione fra SEO e velocità del sito.

C’è molta confusione e ci sono teorie discordanti in merito all’argomento velocità di caricamento e risposta di un sito web. Questo è dovuto principalmente a causa di una errata interpretazione degli annunci ufficiali di Google sull’argomento.
Sebbene tutto ciò non sia ancora chiarito e sia motivo per effettuare nuovi test e avviare nuove discussioni, tutti concorderanno sul fatto che tempi lunghi di caricamento e attesa da parte degli utenti generano frustrazione e abbandono del sito. Il che coincide con valori elevati della frequenza di rimbalzo.

Un sito veloce impatta sul posizionamento?

Molti professionisti avanzano dubbi ragionevoli, che possono essere sintetizzati con ciò che ha scritto anche Enrico Altavilla, (Mitologia SEO – 2016 – Ebook): “…non è chiaro dunque se i siti particolarmente lenti subiscano ancora una svalutazione nei risultati di ricerca oppure se i tempi di risposta dei siti non rientrino più tra i segnali di ranking.”

La teoria e la pratica non corrispondono.

Successivamente all’idea del posizionamento condizionato dalla velocità di caricamento, si è sviluppata l’ipotesi che Google “penalizzasse” i siti con un bounce rate elevato.
Ma anche questa teoria sembrerebbe non essere accreditata per diversi motivi, primo fra tutti il fatto che Google non possiede tutti i dati necessari per poter calcolare il bounce rate di ogni singolo sito/pagina del web.
Ciò introdurrebbe un elemento di disparità di trattamento:
• da una parte i siti di cui Google conosce la frequenza di rimbalzo,
• e dall’altra i siti di cui Google non conosce la frequenza di rimbalzo.

Posizionamento SEO di un sito web e Bounce Rating.

La Bounce Rate, ovvero frequenza di rimbalzo* non impatta sul ranking. (*E’ la percentuale di sessioni di una sola pagina, ovvero le sessioni in cui gli utenti abbandonano il sito dalla pagina da cui sono entrati, senza interagirvi.

>> Support.google.com/analytics/answer/1009409

La frequenza di rimbalzo può dipendere da molti fattori e non sempre è indice di cattiva qualità dei contenuti o tempi di caricamento elevati. Ad esempio, gli utenti potrebbero abbandonare il sito subito dopo aver trovato l’informazione che stavano cercando, si pensi ad esempio a ricerche eseguite per trovare un numero di telefono.

Altri fattori responsabili di una frequenza di rimbalzo elevata:

• Sito composto da una sola pagina;
• Codice di monitoraggio delle visite implementato erroneamente;
• Contenuti non pertinenti alle ricerche degli utenti;
• Abbandono prematuro del sito web dovuto a tempi di caricamento troppo elevati;
• Comportamenti anomali degli utenti.

Sebbene gli elementi in elenco siano effettivamente segnali negativi, rimane per Google troppo complesso valutare il bounce rate come fattore di ranking.

SEO-e-velocita-del-sito

Se Google decidesse di utilizzare il bounce rate come fattore di ranking non potrebbe esprimere un giudizio equo.

I siti che non utilizzano Google Analytics infatti non forniscono a Google le informazioni sulla loro frequenza di rimbalzo.
Inoltre da un anno a questa parte sono aumentate le segnalazioni di referral spam (segnalazioni/richieste da url falsi o inesistenti) che comportano un bouncing rate quasi sempre del 100% e che contribuisce ad abbassare l’indice globale della metrica di riferimento.

Più che la frequenza di rimbalzo, i motori di ricerca (Bing particolarmente) sembrerebbero considerare il “tempo di sosta” che intercorre sulla pagina di destinazione segnalata dal motore di ricerca (Dwell Time).

>> Approfondimenti sul Bounce Rating 

Anche in questo caso però varrebbero le stesse ipotesi presentate nell’immagine precedente.

CONCLUSIONI

Nel 2010 Google ha annunciato che la velocità di caricamento di un sito era diventata un fattore rilevante per il ranking di posizionamento dello stesso.
Nel 2014 Matt Cutts precisa che non sono i siti veloci ad essere premiati ma i siti lenti ad essere penalizzati.
Ad aprile 2015 John Mueller aggiunge incertezza sulla veridicità/modalità di funzionamento di questo fattore inducendo i webmaster a focalizzarsi sugli aspetti di UX.

Dalla prima dichiarazione di Google sull’argomento, non si comprendono chiaramente i motivi di questo cambio di rotta. Forse Google ha trovato troppo complesso introdurre questo fattore nel calcolo del ranking?
In ogni caso da sempre Google è focalizzato sull’offrire un’esperienza utente elevata.

Un veloce caricamento del sito è uno dei fattori che incide sulla UX. Vale la pena sottovalutarlo? Io penso in ogni caso di no (vedi perché >>) ma è doveroso distinguere i vari fattori che lo determinano.

Mirko Galassi


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